Tag articolo: blogfest

Social Network: l’utente al centro – Live BlogFest

di CristianMazzoni aka Crisma Kirax, 14 settembre 2008 21:04

Lo stato della democrazia emergente in rete.

Gli ospiti: Stefano Rocco (manager MySpace.com), Nicola Mattina (coordinatore Club dei Media Sociali), David Casalini (technical product director blinko).

Ultimo giorno di questa splendida ed interessante manifestazione, il dibattito rimandato  al pomeriggio  viene introdotto da MacchiaNera. In questo post parlerò della discussione avvenuto al palazzo dei congressi a Riva del Garda, poi nei prossimi giorni approfondirò meglio gli argomenti blogsfera e Social Network.

Vi sono state, secondo le mie aspettative, molte conferme per quanto riguarda le strade da percorrere per il prossimo futuro. Bisogna dire che ultimamente è scoppiato il boom dei Social Network, un profilo ogni 25 secondi su MySpace, vi è una crescita esponenziale e molto forte,  spesso difficile da controllare  (parole di  Barbarani). Ma il Social Network ha cosa è dovuto questa sua esposione?  Sempre secondo Rocco il social network è un modo per comunicare ed esprimersi non solo tra amici o parenti ma  anche  con gli stessi media.

La domanda successiva allora è la seguente: visto che ci sono tanti utenti cominciamo a pianificare la pubblicità anzi facciamoci il nostro social network!?! Il mondo è grande commenta Casalini,  bisogna fare massa critica ribatte Rocco, Casalini risponde che ci sono già esperienze di creazioni di nuovi social network e con un discreto successo che derivano da altri paesi…

Ma quanti ce ne sono, c’è spazio per tutti!? Sembra proprio di si, in quanto ognuno si crea una propria commmunity specifica, mirata, che cerca quel determinato servizio e genere piuttosto che un altro. Se la guerra fra Facebook e MySpace sembra seria in realtà ognuno ha le sue caratteristische e si dedica ha un certo tipo di persone, che preferirà la musica o ha una band sceglierà un certo tipo di piattaforma da chi magari è interessato da tutt’altro. Può accadere anche che vengano scelti entrambi in cui in una conversare di quel tema specifico e nell’altra di un’ulteriore argomento.

Che cosa si fà più in particolare in un Social Network!? Si racconta quello che si sta facendo, in quel determinato momento o quello che sta accadendo, la prima conferma è pertanto quella che si passerà dal Social Network al Mobile Network, dopo tutto viene più facile se fatto su un telefonino (ormai nel nostro paese, alla nascita anzichè fornirti una e-mail ti regalano un cellulare).

La seconda conferma arriva dal fatto che visto l’innumerevolità di Social Networks in cui un singolo utente è registrato (più di uno per l’appunto) ne deriva il problema dei log-in password, profili da aggiornare, post da pubblicare, foto da condividere….. perdendo così un sacco di tempo. Oggi ogni Social Network è un’isola, ma presto si potrà passare da una struttura all’altra: crossmedialità, Myspace e Facebook stanno già facendo qualcosa.

Nello scenario attuale dei social network vi è già stato un cambiamento, ossia all’inizio vi erano molti più teenager e si cercava di crearsi più amici possibili, ora sembra ci sia un aumento degli over 35 in cui il social diventa un pò meno social acquisendo ed accettando amicizie già note.

Il futuro ci riserverà quindi Social Network che assumeranno  la forma di pagine web, in cui sarà ancor più facile e divertente postare, crossmediale sia su più piattaforme sia su più strumenti. Ecco infatti alcune caratteristiche del nuovo Blinko, che si orientano su quanto detto: dove sei sul mobile, localizzazione, contatto.

Un pò deluso in quanto si è parlato poco di Social Network, condivido pertanto il pensiero di Macchianera: nella prossima edizione del blogfest se ne parlerà molto di più.

Si torna a casa e intanto è iniziato il MilanoFilmFestival…..

L’informazione in formazione – Live Blogfest!

di CristianMazzoni aka Crisma Kirax, 13 settembre 2008 17:29

Il futuro del giornalismo in rete e della rete che fa giornalismo: uno sguardo sull’evoluzione della distribuzione delle notizie e del sapere sulla rete.

Ospiti: Luca De Biase (Il Sole 24 Ore), Filippo Facci (Il Giornale), Claudio Sabelli Fioretti, Massimo Mantellini, Gianluca Neri, Vittorio Pasteris (La Stampa), Paolo Tacconi (executive producer MSN.it). (sponsored by Windows Live).

BlogCulture! Circa un anno fà al Festival della Creatività assistetti ad un dibattito nel quale il fulcro della discussione fu proprio quello di cercare di capire e tracciare chi era il Blogger, chi era Giornalista: blogger-blogger, blogger-giornalista, giornalista-blogger, giornalista-giornalista.

Quello che invece pensavo ci si focalizzasse maggiormente era un altro argomento, quello dell’informazione e il perchè del blog ecc. qui oggi al centro di questa discussione. Nuove forme di informazione, basate su commenti, la provienienza della fonte diventa fondamentale, il giornalismo è forse destinato a cedere il passo alla nuova Blogeneration!?

Il momento di ostilismo contro il nuovo strumento forse è passato, non del tutto, ma ci si è accorti che non è poi tutto uno “BOLLA” ciò che avviene nel web. Informazione: è ciò che, per un osservatore o un recettore posto in una situazione in cui si hanno almeno due occorrenze possibili, supera un’incertezza e risolve un’alternativa, cioè sostituisce il noto all’ignoto, il certo all’incerto.

Il blog come informazione è volere un punto di vista diverso da quello letto o trasmesso, ma il tutto si attua da una fonte che spesso e volentire proviene da un giornale che esso sia web-tv-radio. Penso che ognuno delle due figure (blogger-giornalista), che avolte possono coincidere, allo stato attuale si sorreggono entrambi, gli uni dagli altri. Cercare e dare informazioni pulite e non filtrate, fanno nascere nuovi giornali completamente finanziati da donazioni e che danno l’esempio di in_formazione. Le forme possibili non rimangono sempre le stesse, cambiano. Non penso che il mestiere del giornalista si stia estinguendo, ce ne sarà sempre bisogno qualunque sia il mezo utilizzato, ma è il giornalista ad essere attento al nuovo pubblico, alle nuove tecnologie e strumenti, capace di non fossilizzarsi e di reagire con soluzioni, forse il web è anche questo: chi si ferma è perduto.

Concludo con la citazione finale di De Biase:

“Internet è un’occasione, è un modo per condividere, conoscere, intraprendere nuove relazioni….”

Mouse contro Telecomando – Live Blogfest!

di CristianMazzoni aka Crisma Kirax, 13 settembre 2008 15:50

Stamattina verso le 11 e 30 è iniziato il dibattito sui futuri scenari nel quale essendo internet in continua evoluzione viene sempre più osservato e studiato dai Media, mentre dall’altra parte la tv (intesa come palinsesto) sta invece “annoiando” il pubblico soprattuto quello più giovane.

Gli ospiti: Dario D’aprile (senior manager internet Fox), Selvaggia Lucarelli (conduttrice tv e blogger), Salvo Mizzi (responsabile digital service innovation Telecom Italia), Bruno Pellegrini (fondatore di TheBlogTv), Federico Rampolla (chief interaction officer GroupM), Stefano Rocco (marketing director Myspace.com), Paolo Tacconi (executive producer MSN.it). (sponsored by Windows Live).

Le parole chiavi del dibattito sono stati: spazio e contenuti.

Non ho fatto una trascrizione, impossibile in quanto oggi è una bellissima giornata di pioggia, la saletta era micro e strapiena e forse è stato meglio così. Ma perchè lo scontro o la guerra tra il telocomando o il mouse? Cos’è poi oggi la Televisione? Cos’è sarà poi la tv domani?

Internet essendo uno spazio “infinito” ognuno segue la propria navigazione mentre la tv rimane uno spazio definito da quei pochi o tanti canali in cui lo scettro del potere rimane il telecomando, in questo modo i telespettatori si ammalano tutti di una malattia comune: lo zapping.

Ma nello stato attuale è possibile fondere lo spazio di entrambi in unico solo!! Scegliere il tipo di tv che uno vuole, quella tradizionale, terrestre o quella personale, web, mobile…..in questo condivido quello che dice Rampolla, secondo cui il mouse e il telecomando esistono entrambi nella vita quotidiana delle persone, nel senso che uno spettatore televisivo riceve stimoli dalla tv che poi approfondisce con i contenuti che trova in rete. E se eliminassimo entrambi gli strumenti e li potessimo unire in un qualcosa di nuovo! Ecco quindi che ritorno al ragionamento di Jenkins in cui le parole chiavi diventano: spazio-contenuti-crossmedialità-convergenza.

Quello che a mio avviso si ha paura di perdere è il controllo, in rete infatti regna il caos mentre nello spettro televisivo lo schema imposto nelle varie fascie orarie è stato fatto a pripori, per cercare lo share più alto. Così il popolo nomade della rete fa “paura” ai Mass-media in quanto non riescono a catalogare, etichettare i gusti delle persone, in quanto il target diventa sempre più segmentato in micro nicchie, nano nicchie che si disperdono nel mare del web.

Volete scoprire il futuro della televisione?!! Prossimamente sui migliori schermi…..

BlogFest 2008: scambi di opinioni

di CristianMazzoni aka Crisma Kirax, 12 settembre 2008 16:29

Oggi è il primo giorno del Blogfest, da domani ci sarò anch’io, nel frattempo vi propongo questo anticipo: Franco Barnabè, AD Telecom Italia, incontra la blogsfera e si parla del prossimo futuro digitale in Italia.

ore 17.08, Luca Conti chiede: “Quando l’Italia tutta sarà coperta dalla banda larga?”

Franco Bernabè spiega che la banda larga copre il paese al 97% ma c’è un problema di orografia del paese e quindi di infrastrutture. Il resto del paese in pochi anni sarà coperto al 100% anche utilizzando le ultime tecnologie.

Riporto di seguito quello che leggo da un articolo sul Sole 24 ore:

Secondo Viviane Reding, il commissario UE ai Media, in Italia il 17 per cento delle famiglie ha una connessione a banda larga e, dunque, siamo sotto la media europea che è al 20 per cento. Secondo Assinform siamo al 25 per cento, ma l’Europa sta già al 42 per cento e quindi è una foto che ci rimanda un’immagine ancora peggiore. Secondo gli analisti, non solo abbiamo meno banda larga degli altri maggiori Paesi europei, ma siamo anche quelli con la crescita dei nuovi accessi più lenta. Dietro di noi abbiamo solo Malta, il Portogallo e poi la nuova Europa dell’Est. (…) Nonostante ciò, negli ultimi due anni la popolazione in situazione di digital divide è scesa da 9,8 a 3,4 milioni di persone. (…)

23,2 milioni di italiani, il 33 per cento della popolazione, sono in condizioni di svantaggio, si tratta della popolazione che vive non nel profondo Sud, ma nel Centro-Nord, in Regioni ricche, densamente abitate ed evolute come il Veneto, la Toscana e l’Emilia Romagna…

Mancano infrastrutture, manca un polo attrattivo per i talenti, manca quel feeling tra impresa-ricerca-università, manca anche un mercato competitivo e libero, anzichè monopolistico caratterizzato da poca crescita  e prezzi ingenti. Manca un pò di cultura e fiducia in questo nuovo mezzo che è internet e che soprattutto nel nostro paese è sempre stato demigrato, etichettato con sinonimi che non facevano altro che aumentare ulteriormente le distanze, senza mai conoscerlo veramente. Non manca però la voglia di andare avanti:

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”

W. Churchill

Approfondimenti:

La blogsfera incontra F. Barnabè

Programma Blogfest

Panorama Theme by Themocracy