Pensieri, intrecci neurali, matasse ubriache che affollano la mente. Traffico in tilt, semafori lampeggianti, segnali non rispettati, codici violati da passeggeri notturni. Fine senza inizio, stati mentali confusi, ignorati, seghe. Inizio senza fine normalmente incomprensivo. Piccoli spazi di lucidità quotidiana contrapposti a molti avanzi di follia generale. Navigare nel buio. apparenze, balle. Cervelli fritti allo sbando nevralgico del nuovo mondo. Sintetizzatori chimici non autorizzati ma di uso comune. Profusione digitali, membrane celebrali pulsanti di schizzofrenia metropolitane, ondate urbane di diossine e micropolveri legali inalate involontariamente. Corsi da rifare, case da ristrutturare, palazzi da costruire. Metropolitan Civil War. Distretti futuristici industriali morti, teledipendenza trasmessa da vuoti televisori ma con maxi schermo arricchiti da spenti canali digitale terrestre, mass media depressivi con acuti e ripetuti disturbi gastrointestinali. Tuttobene. L’ingorgo è stato liberato, la strada ha ripreso la sua caotica viabilità la gente può riprendere il frenetico ritmo interrotto. extraterrestre portami lontano. E la mente, la mente atrofizzata in qualche angolo della mente pensa, pensaliberamente…




